Signore, mi chiamo Claudio e 22 anni fa questo stesso giorno sono diventato diacono della Chiesa.
Avevo sogni ed emozioni, come tutti i giovani il cuore batteva più forte e tutto sembrava possibile.
Sono passati 22 anni e nulla rimpiango delle scelte fatte degli sbagli commessi degli slanci e afflati che l’anima ha provato.
Ho amato!
Sempre e a qualunque costo nella convinzione che nulla fosse più grande dell’amore donato, agli altri e a te.
Ho parlato con Te molte volte, ma non ti ho mai scritto.
Nella preghiera ho ritrovato me stesso e tante volte nella delusione e nella rabbia mi sono sentito solo ed ho perso ogni contatto, ho perso l’entusiasmo, ho perso il coraggio di lottare e andare avanti.
Oggi in questo confino mi sento solo e abbandonato.
Oggi 22 anni dopo non rimpiango niente ma non vedo speranza.
Sono deluso da una chiesa che nella gerarchia, non sa difendere e lottare per i poveri, gli umili, coloro che privati del lavoro e della dignità non riescono a mantenere la famiglia e soffrono di quella solitudine che mi vede condividere con loro, una chiesa che non si schiera dalla parte dei giovani.
Giovani disperati che l’impotenza di fronte ad un futuro per loro incerto non trovano una guida, un raggio di speranza che li spinga avanti, che guardandosi intorno non trovano nessuno, neppure, perdonami, Te mio Signore, ed io, se fossi la Tua risposta alla loro speranza mi sento inadeguato, povero e solo.
Trovo solo nel mio grido unito al loro lo sfogo per ogni sogno strappato ed ogni desiderio disilluso.
Sono un diacono vile che non riesce più a trovare quel coraggio che il Vangelo gli ha dato quella forza che viene dallo Spirito e che dovrebbe spingerlo alla lotta che dovrebbe spingerlo a trovare la forza per superare ogni illusione e aprire il suo cuore a Te che sei il mio Signore.
Sono un povero diacono che dovrebbe accendere un piccolo fuoco per incendiare la speranza e illuminare la via che conduce a Te, ma come farli giungere al tuo cuore innamorato se non hanno un lavoro se non riescono a trovare una casa se la loro gioventù viene bruciata dalla droga e spezzata dalla falsa illusione di politici e furboni che si approfittano dei loro sogni e usano le loro speranze per trasformarli in schiavi.
Vorrei poter vedere una strada, trovare un modo, lanciare un grido che sovrasti l’urlo corale di un mondo fatto d’illusione per annunciarti per far si che ogni cuore veda il sole del tuo amore e non si senta più solo e non abbia più paura del futuro, perché ognuno e prima di tutti io, trovi il coraggio di cambiare e lottare.
Caro Gesù sembra il tuo silenzio terribile e sordo il tuo orecchio ad ogni nostro grido, nessuno si sveglia da questo torpore che ci vede complici, complici del razzismo che risorge, complici del consumismo che coniuga il nostro cuore con l’egoismo dell’Io voglio, dell’Io sono, dell’io sopratutto.
Io e io soltanto.
Chiusa in una gabbia rimane l’anima e ci governa l’assurdo profitto e ci governa il mercato e ci governa l’indifferenza.
Signore, sono Claudio e 22 anni fa ho fatto un gesto ho scelto una strada ho risposto ad una chiamata ed oggi rimango qui in attesa.