Ci sono cose che stonano, che già a lume di naso non tornano, ci lasciano perplessi.
Per fare alcuni esempi:
Per aumentare il PIL si licenziano gli operai.
Per guadagnare di più si spostano le fabbriche dove la manodopera è sottopagata e sfruttata vedi paesi dell’est europeo, asiatici oppure la Cina. Ma non si esportano i diritti dei lavoratori.
Non ci vergogniamo a fare accordi con dittature tremende dove non è neppure possibile non dico esprimere le proprie idee ma nemmeno pregare.
Siamo in Crisi e si aumentano le spese militari comprando aerei da guerra.
Vogliamo che tutti paghino le tasse eppure i modelli degli uomini e donne di successo continuano ad essere coloro che furbescamente le evadono.
Si vuole moralizzare la politica eppure si permette agli indagati di sedere in parlamento.
Si parla di futuro e non si creano posti di lavoro per i giovani.
I poveri aumentano per colpa di una crisi determinata dalle banche e chi si aiuta sono proprio le banche.
Si vuole un cambiamento radicale e la consulta boccia i referendum sulla legge elettorale.
I politici non vogliono riduzioni di stipendio e di privilegi.
Sicuramente pagano le tasse i dipendenti pubblici e privati e gli altri?
Non ci sono politiche familiari, per gli anziani, per i bambini, per i disabili, per gli immigrati.
Mi chiedo e vi chiedo cosa stiamo aspettando?
Le liberalizzazioni sono la cura alla crisi, ma nelle liberalizzazioni chi controllerà se il prezzo è giusto? Chi le pagherà se non noi?
Certamente si dovrebbe agire con equità a cominciare dagli stipendi dei super menare dei super politici, dei direttori di banca di tutti coloro che guadagnano alla faccia di tanti Italiani più di 5.000,00 € al mese.
Si parla di qualità della vita e di lunghezza della stessa.
Certamente si vive di più ma ciò non significa che si debba lavorare di più; si vive meglio ci dicono, ma anche negli ospedali, nelle scuole, nei comuni, nei ministeri, nei luoghi di lavoro si vive meglio? E nelle case di riposo, negli asili nido, si vive meglio?
Si vive meglio senza carta igienica, senza carta, con le maniglie delle porte rotte o i muri imbrattati, con una degenza ospedaliera ridotta al minimo?
Oppure avere 30 anni e non trovare un lavoro?
Tutti questi vivono meglio e più a lungo? Con che cosa vivranno nel futuro?
Il lavoro nobilita l’uomo ma l’uomo non vive per lavorare.
L’uomo è qualcosa di più di un consumatore, di un lavoratore, di uno studente, di un malato, di un cittadino, di un diversamente abile.
L’uomo è qualcosa di più.
Claudio