Santa Pasqua 2008
Mi chiedo spesso cosa avrei provato se fossi stato là quella domenica mattina quando Maria di Magdala correndo trafelata, con il cuore in gola e lo sguardo innamorato, tutto d’un fiato mi avesse detto: “E’ risorto! L’ho visto! L’avevo scambiato per un giardiniere e invece… era Lui! Lui! E’ vivo! E’ vivo!”
Mi chiedo quale gioia o stupore avrebbe percorso il mio cuore, quali sensazioni avrei provato. Le lacrime, il riso, la gioia e l’incredulità.
Forse, quasi certamente anch’io come Tommaso avrei dubitato, avrei preteso un segno tangibile della Sua resurrezione.
Sono domande che mi faccio tutti gli anni che giunge la Pasqua, anche se non hanno una risposta se non nella mia fantasia.
Io non c’ero quel giorno:
Allora immagino come sarebbe stato aver visto morire la morte, aver superato la notte della crocifissione, la notte dell’incertezza, la notte delle mie paure, della mia solitudine, delle mie miserie, dei miei peccati.
Poi l’alba della domenica, quando finalmente tutto è vinto, ed io sono ricolmo di gioia, ebbro di felicità, stupito dal sole che splende alto, conquistato dalla vita, finalmente libero, libero per sempre.
Chissà quale grido o quale silenzio avrebbe riempito il mio cuore, insieme ai cuori degli apostoli che erano là quel giorno.
Quando sono preso da questi pensieri spero soltanto che quando verrà il momento di tornare alla casa del Padre possieda ancora l’incanto e la curiosità della vita, dell’amore che ho donato a chi mi sta vicino, di aver fatto, nonostante i miei peccati del mio meglio, di essere risorto da questo nostro egoismo che ci lega al fango della terra, a questo nostro corpo che aspira al cielo alla vita per sempre.
Forse la Pasqua è soltanto questo desiderio, forte, prorompente di vita che distrugge, grazie a Lui, definitivamente la morte e c’introduce nell’eternità.
Buona Pasqua Claudio