RIFLESSIONI SU UNA CROCE LUMINOSA   2 comments

Riflessioni su di una croce spenta.

Oggi 17 gennaio 2008 mi ha telefonato don Brunetto, parlando per telefono con lui, mi ha chiesto di non scrivere più nulla sulla croce spenta del Cerro (L’eremo carmelitano), io ho risposto che non ho scritto più niente dopo la mia ultima lettera, per cui non comprendevo quella sua richiesta.
Questa richiesta fattami da lui, mi ha spiegato, nasceva dal fatto che lui è stato contattato da un giornalista di Toscana Oggi che aveva ricevuto la mia lettera, per chiedere a lui, don Brunetto, come stava la storia e se doveva pubblicare la lettera.
Ovviamente don Brunetto ha detto, al giornalista, di non pubblicare la lettera.
Poi mi ha telefonato per farmi sapere la cosa e ricordarmi che è meglio agire in via riservata, senza clamori, c’è già don Simone che si sta occupando di risolvere la questione.
Ho rassicurato don Brunetto che non avrei scritto più niente.
Starò in silenzio.
certo è buffo che io scriva ad un giornale e che il giornalista invece di contattare me contatti il Vicario di Scandicci e chieda a lui della mia lettera e delle mie opinioni.
Forse ho semplicemente sbagliato giornale, non ho mandato la lettera ad un giornale.
Amare riflessioni e conclusioni, come potete vedere dalla data in cima a questa riflessione oggi è il 29 febbraio è passato un mese e mezzo da quell’episodio e la croce è sempre spenta, ed io mi diverto ad affidare questa mia riflessione al mare di internet come un messaggio in bottiglia perché qualcuno o nessuno lo scopra poco importa, l’importante è che l’ho gettato in mare.
Anche perché sono stanco di questi sotterfugi di dover agire dietro le quinte come un ladro quando si tratta della nostra fede.
Quando ero assessore al Comune di Scandicci scrissi lettere dicendo che la croce doveva essere nei nostri cuori prima che nelle aule scolastiche o nei locali pubblici perché non aveva senso appendere  questo splendido simbolo di Salvezza e Amore in un locale e noi cristiani non portarlo prima nel cuore.
Oggi vorrei fosse appeso ovunque per ricordarci che Lui Dio ci Salva e ci Ama e che noi cristiani non dobbiamo tradirlo di fronte agli altri.
Allora tutti contro di me.
Oggi mi dicono di stare zitto.
Rimango estremamente perplesso, forse dovrei aver capito che bisogna imparare a tacere.
Vedremo in seguito, ma non oggi, non oggi.

Claudio

Posted 6 ottobre 2008 by eliadallarocca

2 Commenti a RIFLESSIONI SU UNA CROCE LUMINOSA

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  1. no ho guardato i dati biografici ma una cos orrei dirtela caro diacono Claudio , quante bocche zittite in questa chiesa che vuol tutto uniforme e silente del silenzio della morte , come un cadavere l’obbedienza migliore appunto

  2. Caro don Claudio, anche io sono del parere che non bisogna tecere e cadere nell’ ignavia che regna nella Chiesa. Mai ho letto nella Scrittura che bisogna tecere, ma, pur nella carità, fare la dovuta correzione fraterna. Perché sei stato scavalcato o perché qualcun’altro ha deciso di tacere per te? Perché sei solo un Diacono e per giunta permanente. ” figlio di un Dio minore: ovvero figliastro della Chiesa”

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