IO, LA POLITICA E LA FEDE   1 comment

Pensieri ed idee per poter affrontare il futuro in maniera diversa.

Riflessioni sul senso del Natale:

Casignano 10 dicembre 2007

“Ogni silenzio è complice”

Si vive in un tempo ricco di stimoli ed al tempo stesso povero di contenuti.
Ci vergogniamo di ciò che siamo e ci lamentiamo dell’integralismo e del terrorismo islamico che sembra imperversino sempre più.
Al tempo stesso cancelliamo i nostri valori dimenticando che con essi cancelliamo la nostra identità, il CHI SIAMO che trova la propria ragione in cosa crediamo.
In questo tempo ricco di stimoli dovremmo riflettere profondamente su di un brano evangelico quanto mai di attualità oggi, è quello della parabola del padrone di casa, in cui Gesù afferma che se il padrone di case sapesse a quale ora della notte viene il ladro veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Noi siamo addormentati.
Dormiamo e il ladro giunge e ci svaligia la casa.
Ovviamente la “casa” è la NOSTRA CULTURA, perché non c’è una “casa Italia” senza la cultura ITALIANA.
La cosa è ancora più terribile, perché chi ci svaligia della nostra cultura non sono gli immigrati che giungono da paesi lontani o le altre religioni e neppure l’integralismo islamico, bensì gli pseudo omni presenti fautori dell’inclusione, della tolleranza, del pluralismo di un buonismo complice quanto inutile e sciocco, che diventa terreno fertile di ogni assurdità, soprattutto di ogni ingiustizia.
Questi Signori in nome di falsi valori hanno personalmente accantonato chi sono dimenticandosi di dove vengono, e finchè ciò riguardava soltanto costoro, niente di male, ciascuno è padronissimo di rinnegare se stesso.
La cosa tremenda è che vogliono costringere anche noi a rinunciare alle nostre radici, ma se vogliamo la cosa peggiore è che noi vi rinunciamo.
Abbiamo messo il cervello all’ammasso e gettato il cuore tra i rovi della schizzofrenia di oggi per seguire questi nuovi imbonitori, gli opportunisti della politica, i furbi dell’interesse personale posto al di sopra di tutto, capaci di prendere ciò che gli fa comodo e di lasciare tutto il resto.
Così assistiamo nelle scuole al rifiuto di appendere i crocifissi nelle aule, al non fare il Presepe, a non esporre, per rispetto beninteso, i simboli della nostra fede che turbano gli altri.
Assistiamo alla censura ad opera di presidi zelanti di citazioni tratte da documenti conciliari o di Papi della Chiesa Cattolica perché non politicamente corretti.
Come cristiani dovremmo svegliarci e far sapere a costoro che siamo stanchi di rinunciare a ciò che siamo, di sentire i non credenti che noi rispettiamo profondamente che dobbiamo rinunciare a chi siamo per non offendere nessuno.
Noi non vogliamo turbare o offendere diciamo soltanto che al di là del crederci o no il Presepe celebra il compleanno di Dio fatto uomo nel grembbo di Maria, nato a Betlemme di Giudea e nessuno se è un essere ragionevole festeggia un compleanno lasciando fuori dalla porta colui che nasce.
Il Natale non è la gesta di Giovanni, di Giacomo o di Antonio, è la festa di Gesù!
Mi verrebbe inoltre da dire come uomo ragionevole, perché far festa per Gesù?
E non per un altro qualsiasi bambino o bambina?
Perchè Lui per i credenti è Dio fatto uomo.
Dunque se non volete crederci liberissimi di farlo, ma nessuno può permettersi in nome di qualunque tesi o idea di toglierci la rappresentazione di questo evento dai luoghi in cui viviamo, studiamo, lavoriamo, perchè anche costui sta a casa il giorno di Natale (Natività), perchè quel giorno siamo noi è la nostra speranza che prende carne, una speranza che appartiene a tutti anche ai non credenti.
Forse è meglio continuare a dormire se siamo convinti che la nostra civiltà non nasce da Tommaso D’Aquino, da Agostino d’Ippona, da San Francesco d’Assisi, se siamo convinti che non nasce da Dante Alighieri, Jacque Maritain, se non siamo convinti che figure come Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II non hanno niente da dirci e da darci.
Noi siamo anche questo e ci dovremmo sentir offesi quando altri pretendono che si debba rinunciare a noi stessi per essere come loro ci vogliono, offesi nella nostra dignità umana prima di tutto.
Da più parte si sente l’urgenza di guardare agli altri per quello che sono e non per ciò che credono o possiedono.
Eppure noi veniamo rifiutati se ci permettiamo di dirci pubblicamente cristiani, penalizzati e messi da parte.
I cattolici diventano necessari solo quando si va a votare. Allora i politici si dicono tolleranti aperti anche alle nostre idee, disponibili purché si voti per loro.
Gli anti-comunisti ci tirano per la giacca dicendo che il Vangelo è inconciliabile con chi denigra la persona umana, salvo poi, mettere al primo posto il libero mercato, il libero guadagno senza tener conto dei deboli e dei miseri.
Quelli di sinistra ci tirano per la giacca per dirci che siamo incompatibili con la destra perché Gesù era per la giustizia sociale, stesso obiettivo della sinistra, dimenticando l’aborto, le coppie di fatto, l’eutanasia e la clonazione o la ricerca genetica.
Dovremmo come cristiani svegliarci e rivendicare la nostra libertà e appartenenza soltanto a Cristo Gesù così come dice la parola che ci definisce, senza lasciarsi imbrigliare perché la verità ci farà liberi e la verità è Cristo.
Che lo si voglia o no, che ci si creda o no, che lo si desideri o no.
Ci sentiamo cristiani cattolici, europei ed occidentali e non ci vergogniamo del presepio e del crocifisso anzi vogliamo vederli nelle scuole come nelle chiese, come nei luoghi pubblici perché questa è la nostra cultura e la nostra identità, diversamente potremmo chiudere le feste e fare festa per davvero, rinunciando al Natale ed a tutto il resto salvo poi essere schiavi del più bieco consumismo ed integralismo, perché ogni “ismo” non farà mai rima con amore e croce e non sarà mai preceduto da una stella e il suo avvento non sarà segno di liberazione ma di tirannia.

Posted 9 dicembre 2007 by eliadallarocca

Un commento a IO, LA POLITICA E LA FEDE

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  1. Pensa che questo tuo pensiero lo hai scritto nel 2007 e ad oggi, considerato che lo hai scritto in un blog di cattolici nessuno ti ha dato un segno di attenzione, sei stato ignorato completamente come avessi detto chi sà quali castronerie. Avranno mica pensato che sei un diacono?
    Voce che grida nel deserto……don Giorgino

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