Quando si parla di “casa” si tocca un tasto sensibile per tutti, giovani e anziani, single o sposati credenti o laici, coppie eterologhe, immigrati, oppure omosessuali.
Per tutti una casa è importante.
Comincerò questa mia riflessione partendo da un dato di fatto:”chi ha una casa non deve perderla”.
Si perde una casa in genere a causa dei debiti contratti per acquistarla per “colpa” delle rate di un MUTUO CHE NON SIAMO IN GRADO DI PAGARE PIÙ.
In un momento di recessione come quello che stiamo vivendo chi perde il posto di lavoro, chi divorzia o si separa, nel caso di una vedovanza o di un rovescio finanziario.
NON SI PAGA IL MUTUO E LA BANCA SI PRENDE LA CASA.
La famiglia che ha perduto la casa deve rivolgersi ai servizi sociali del Comune o alla Caritas, oppure ad altri enti di assistenza o associazioni.
Questa famiglia diventerà un COSTO SOCIALE non soltanto dal punto di vista del lavoro dell’abitazione, ma anche dal punto di vista psicologico.
Sono cose che sapete anche voi.
COME RISOLVERE IL PROBLEMA?
1- fare una legge che impedisca di prendere la proprietà della casa alle banche o istituto finanziario, o di metterla in vendita per saldare il debito.
2- il debitore non può finché non sarà pagato tutto il debito contratto vendere o cedere la casa.
3- il debitore continuerà a pagare le rate della casa in proporzione alle proprie entrate, in modo che possa onorare il debito e non debba più rappresentare un costo sociale.
4- le rate così versate andranno a diminuire il capitale del mutuo richiesto e non gli interessi. Gli interessi verranno pagati successivamente.
5- gli interessi non potranno superare in questo caso gli interessi legali.
POTREBBE ESSERE UN’IDEA E LA RISPOSTA AD UN’EMERGENZA, COSA NE DITE?
E come se sono d’accordo oramai le famiglie italiane e non stanno diventando povere e i nostri politici si stanno diventando solo sempre piu’ ricche….
Magari….diventasse realtà.
Coriali saluti
La speranza e sempre l’ultima a morire speriamo che questa volta non moriamo prima che questo suo scritto dia i suoi frutti.