Eccoci di nuovo alle elezioni, ormai siamo abituati ad andare a votare e non cambiare niente.
Non cambiare perchè in questa panoramica non accade niente di nuovo.
I leader sono gli stessi, promettono di risolvere la situazione in breve tempo ma non è così, pensano di convincerci con tante belle parole, ma non rimane niente se non la delusione.
Occorre del nuovo, ma forse non c’è.
Occorrerebbe la rivoluzione dei poeti come diceva qualcuno.
Una congiura ordita da tanti poveri illusi che il mondo si possa cambiare che si possa mettere al centro la persona e non il guadagno o la poltrona.
Una congiura di poeti semplici e ingenui ma con l’ardore nel cuore e l’amore sulle labbra.
Con il senso dell’utopia e la rabbia di chi si sente umiliato e calpestato.
Allora chissà?