SCANDICCI politica e fede   1 comment

Lettera aperta al Sindaco di Scandicci
Dott. Simone Gheri


“Ogni silenzio è complice”

Erg. Sig. Sindaco,
ci sono cose che accadono e rimangono nell’ombra perché se vedessero la luce ci costringerebbero a prendere consapevolezza del mondo in cui viviamo.
Ci costringerebbero ad aprire gli occhi su di una realtà fondata sull’incongruenza dell’assurdo.
E’ accaduto così a Scandicci.
Mentre si festeggia il Santo Natale e si accende di luci la città e le chiese, si è provveduto a spegnere la croce luminosa dell’eremo del Cerro.
Quest’eremo voluto anche dall’allora sindaco Mila Pieralli vede la presenza di 4 suore di clausura che oltre alla preghiera si dedicano all’accoglienza.
Esse vegliano con la loro preghiera per tutti noi che abitiamo a Scandicci senza distinzione di credo religioso, colore della pelle o altro, perché la preghiera è offerta per tutti credenti e no, è un dono.
Inoltre esse fanno accoglienza per chi vuole un luogo di ristoro, di pace, dell’anima e del corpo.
Nonostante ciò si è pensato bene di mortificare queste semplici donne perché hanno l’ardire di aver acceso una croce luminosa sulle pendici delle colline di Scandicci sul proprio terreno.
Per spegnere quella luce sig. Sindaco mi risulta che si è recato personalmente all’eremo in compagnia dell’Assessore allo sport Borgi, certamente animati da un profondo senso d’umiltà. Avete parlato di lettere scritte da cittadini, di condono del piccolo basamento adducendo ragioni e scuse incomprensibili alla Rev.da Madre ed alle suore stesse ottenendo l’unico scopo di umiliarle mortificarle.
Lei ha preteso che la croce si spegnesse proprio durante le feste natalizie.
A me questo fatto sembra terribile!

Primo; perché in un’Italia dove si condonano i più grandi abusi edilizi non comprendo il condono di un mucchietto di pietre che sorreggono una croce sulla proprietà delle suore. Vorrei mi fosse spiegato dal Sig. Sindaco o dall’Assessore Borgi quale relazione intercorre tra la luce accesa e il condono del basamento; forse perché con la luce accesa la croce pesa di più? Inoltre quando si condona un immobile o la porzione di esso non è che si cessa di abitarlo o utilizzarlo, semplicemente si paga la sanzione prevista. Perché spegnerla?

Secondo; forse lei pensa all’inquinamento luminoso; ma allora basta guardare il colle di San Martino alla Palma o di Giogoli, all’insegna dei magazzini della Coop che illumina mezza piana, a quelle delle fabbriche o degli agriturismi, alle ville collinari illuminate a giorno. Queste non danno noia, quella modesta croce si!

Terzo; perché in un mondo dove si chiede il rispetto per le altre religioni, la tolleranza per i segni altrui, durante le festività per la Nascita di Gesù Uomo-Dio (che ci si creda o no questo è il Natale) ci affrettiamo a far spegnere il segno più alto dell’amore di Dio per l’uomo cioè la croce.

Credo veramente sig. Sindaco che questo suo gesto sia inutile e crudele nei confronti delle Suore del Cerro, oltre a manifestare quella intolleranza di fondo nei confronti del credo religioso e dei valori cristiani.
Mi permetta il paragone, fatte le debite proporzioni e considerando che lei non è un Talebano, questo gesto è simile a quello che fecero i Talebani Afgani quando bombardarono nel silenzio più assoluto della comunità internazionale i Buddha di Pietra, quei Buddha millenari che niente facevano contro nessuno. Prendersela coi segni, che non possono reagire è talmente grave che può essere il frutto soltanto di una classe dirigente incapace ed inetta, forte con i deboli e debole con i forti.
Così oggi assistiamo allo spegnimento di una croce luminosa, che niente ha fatto nei confronti di nessuno.

Come cittadino di Scandicci e diacono di San Zanobi a Casignano mi scandalizzo di un fatto così grave d’intolleranza, e rispettosamente le chiedo, Sig. Sindaco l’immediata riaccensione della croce, in quanto non sussistono ragionevoli argomenti per spegnerla.

Se le suore devono pagare il condono per un mucchio di pietre mi metto a loro disposizione per farlo ma la luce non rientrando in nessun condono deve essere riaccesa.
Dovrebbe ricordarsi sig. Sindaco la Costituzione italiana che all’Art. 19 dice:

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.”

Anche accendendo una croce.

Certo sig. Sindaco che lei vorrà chiarire pubblicamente questo fatto, in attesa le porgo i miei più distinti saluti e auguri di buon anno.

San Zanobi a Casignano 4 gennaio 2008

Diacono
Claudio Raspollini

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IL SINDACO MI HA RISPOSTO SULLE PAGINE DEL QUOTIDIANO “LA NAZIONE” DEL 5 GENNAIO 2008 CHIEDENDOMI: PERCHÉ QUANDO IO ERO ASSESSORE NEL CASO ANALOGO NON HO BRONTOLATO?

IO GLI RISPONDO COSI’:

Risposta Al Sindaco di Scandicci
Dott. Simone Gheri

Egr. sig. Sindaco,
leggo sulla nazione del 5 u.s. che lei si meraviglia e mi chiede perché non “brontolai” quando nella legislatura passata mentre ricoprivo un incarico di Assessore la croce del Cerro venne spenta.
Mio malgrado sono costretto a ricordarle che nella legislatura passata la Giunta operava in maniera diversa, si faceva carico dei problemi e cercava di dare risposte concrete ai cittadini in maniera puntuale.
Quando giunse la lettera “Esposto”, che credo appartenga alla stessa persona a cui lei fa riferimento, accusando la croce del Cerro d’inquinamento luminoso, non ci lasciammo prendere da decisioni affrettate, insieme all’Assessore Cavaciocchi ci attivammo immediatamente.
In accordo e in piena collaborazione con la Rev.da Madre di allora mandammo un tecnico dell’Arpat per misurare l’intensità luminosa, su consiglio del tecnico furono cambiati i neon della croce e si eliminò il problema dell’inquinamento luminoso, procedendo alla risoluzione dello stesso.
Credo che riguardo a questo vi sia in comune presso l’Assessore Cavaciocchi tutta la documentazione.
Allora la croce fu spenta il tempo necessario per sostituire i neon.
Comprende bene sig. Sindaco che non ci fu bisogno di protestare da parte mia perché si stava da subito lavorando alla soluzione del problema.

Mi permetta sig. Sindaco, di domandarmi di nuovo, come mai, visto che il problema “luce” fu risolto allora e che lei come membro della giunta di allora se ne dovrebbe ricordare, oggi si è proceduto allo spegnimento della stessa?
La mia lettera sottolineava infatti questo.

San Zanobi a Casignano 6 gennaio 2008 Epifania del Signore Gesù.

Distinti Saluti.

Diacono Claudio Raspollini

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IL CONSIGLIERE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA Francesco Mencaraglia mi ha inviato questa lettera.

Caro Claudio,
ho letto solo ieri la lettera che hai inviato al Sindaco. Sono stato incerto se intervenire, poi ho deciso, anche in
ricordo delle garbate polemiche che abbiamo avuto in passato (ne ricordo una su una parola strana che ora mi
sfugge e che aveva attinenza col rapporto cifre – lettere) ho deciso di farmi vivo.
Quando ho letto il tuo testo ho sentito qualcosa che non mi andava; sul momento non capivo cosa fosse, poi mi
sono ricordato che alcuni giorni prima avevo avuto una telefonata da mia moglie (in Veneto per motivi che non
interessano qui); era capitata in una chiesa in cui aveva visto un Presepe così particolare da sentire la necessità di
farmelo sapere subito. Non c’erano né il bue, né l’asinello, e nemmeno la mangiatoia. La Sacra Famiglia era stata
posta sotto un ponte e sullo sfondo, in luogo della notte stellata e dei placidi villaggi, una città semidistrutta. Se
semidistrutta da un cataclisma naturale o dalla mano dell’uomo era lasciato alla lettura dell’osservatore.
Non so come tu la pensi, ma questa secondo me era una rappresentazione viva della Natività dell’anno 2000 (e
dintorni). Credo ci mi conosci abbastanza per capire che non penso di insegnare a chi crede come si debba celebrare
la nascita del Cristo, ma credimi che mi sento più ‘emozionato’ al pensiero del Presepe sotto il ponte che all’idea di
una Croce illuminata.
Permettimi a questo punto di esporti un altro paio di elementi nella tua lettera che mi hanno messo a disagio.
Innanzitutto se è apprezzabile il fatto che il Sindaco si sia presentato con un assessore per illustrare la situazione alle
suore del Cerro, debbo sottolineare (e spero ne converrai visto che anche tu hai avuto responsabilità
politico/amministrative) che questa non è prassi corrente, anzi spesso avere un incontro richiede grandi insistenze.
Se tu dovessi re-intervenire sul tema spero che sosterrai che questo modo di agire debba essere sempre più
applicato. Per quanto riguarda invece le considerazioni che fai circa certe forme di inquinamento luminoso,
pubblicità ecc che vengono fatte nella tua lettera non posso che concordare e sottoscrivere. Onestà intellettuale
però vuole che sia tu che io si ricordi che siamo stati (e ahimè io lo sono ancora) amministratori pubblici e
pertanto una parte della responsabilità ricade anche sopra le nostre spalle
siano esse di maggioranza che non ha saputo reggere bene le redini di
governo, o di opposizione che non ha saputo controllare con la debita
energia.
Chiudo, per alleggerire il tono troppo serioso della lettera, con la vignetta
che ti allego a fianco, e che potremmo chiamare PAX (o PACS?) e ti invio
i migliori auguri per un anno tanto speciale che accade ogni quattro.
Francesco Mencaraglia
Scandicci 06/01/08

Questa la mia risposta.

Caro Francesco
anch’io ricordo con piacere le nostre garbate polemiche, e come te accetto le responsabilità che derivano dalle scelte fatte quando ero amministratore, ma oltre le responsabilità vorrei anche condividere con te i meriti, perché al di là delle garbate polemiche ricordo quando entrambi ci siamo impegnati per un negozio del commercio equo e solidale che oggi è realtà anche a Scandicci, come vedi in fondo ci sono anche cose importanti che abbiamo compiuto.
Certamente concordo con te sul fatto che il Sindaco deve essere vicino ai cittadini, perché quando perde il contatto con loro è evidente che viene a mancare il senso stesso dell’essere Sindaco, infatti il Sindaco non si giudica soltanto dal suo operato amministrativo, ma soprattutto dalla capacità di farsi carico attraverso l’ascolto dei bisogni dei singoli e coniugarli con quelli della comunità intera.
Se questo Sindaco opera così, bene! Ne sono lieto. Se non opera così allora vuol dire che c’è qualcosa che non va.
Riguardo all’episodio della Croce luminosa va sottolineato un aspetto importante, io non so con quale spirito il Sindaco e l’Assessore si sono recati all’eremo e non conosco ovviamente il contenuto dei loro cuori e delle loro intenzioni che presuppongo buone, certamente il risultato non lo è stato, e di questo io parlo.
Anche perché se un cittadino fa un esposto nei confronti di un fatto oggettivo, dovrebbe avere anche il coraggio di assumersene le responsabilità pubblicamente. Inoltre  mi chiedo se l’Amministrazione ai suoi vertici si muove sulla parola di una sola persona? Senza verificare prima se ciò che dice corrisponde al vero?
Avrai ricevuto la mia nota su ciò che era stato fatto in precedenza quando ero assessore e quindi saprai che la luce era stata adeguata alle norme, oggi si parla di condono, ma non c’è prima per quanto mi ricordi un accertamento?
Perché si spegne con tanta solerzia quella croce? Forse perché non si debba vedere? Allora mi chiedo che noia dà una croce che si vede?
Riguardo alla  Sacra Famiglia sotto ad un ponte con sullo sfondo una città distrutta, concordo, certamente sul fatto che emoziona di più di una croce, ma il simbolo è lo stesso.
Quel bambino nato sotto un ponte sarà lo stesso che a 33 anni per amore di tutti gli uomini morirà ingiustamente condannato su di una croce, che guarda caso  per noi cristiani è un ponte che unisce l’uomo a Dio e gli uomini tra se.
Su quella croce nasce il senso della giustizia sociale, nasce il senso della fratellanza, nascono quei valori per i quali don Milani affermava che pur non condividendo le le idee di una persona, sarebbe morto per fargliele affermare.
Su quella croce si compie la redenzione di tutti gli uomini, anche dei suoi crocifissori.
Ma il discorso si farebbe lungo.
La Croce è il senso profondo della storia, di quella storia che solo grazie ad essa ha una speranza di non essere più rappresentata da una città distrutta ma da una città che l’uomo costruisce con tanta fatica sui valori.
Credo che la tua presenza in Consiglio Comunale, poggi proprio su questo, sulla tua volontà a voler costruire una Scandicci migliore.
Per questo puoi emozionarti di più per un bambino che nasce, ma dovresti proprio in virtù di questi valori morire perché la croce splenda di nuovo, perché vedi se io muoio per essa adempio ciò in cui credo, ma se a farlo sei tu, dimostreresti quella verità che attiene a chi assume l’uomo a valore supremo della propria esistenza e delle proprie scelte.

Con simpatia

Diacono Claudio

Posted 4 gennaio 2008 by eliadallarocca

Un commento a SCANDICCI politica e fede

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  1. Caro Claudio,sono orietta,una collega che tu conosci,sono d’accordo con te anche se i non ho seguito direttamente quete cose,mi rendo conto della gravita’ del fatto. Comunque,quela croce di cui parli la portiamo tutti e se io dovesi raccontarti cosa mi e’ successo l’anno scorso alla Rodari,non ti stupiresti nemmeno. Ora ,grazie a Dio, mi sono trasferita a Lastra a Signa e sono piu’ tranquilla. Storie di ordinaria follia che succedono a scuola!!Ciao con osservanza ORIETTA

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