La Parola che ama.
Nasce e si nasconde ogni pensiero
timoroso rotola nel profondo
di una coscienza
che tace il grido della ribellione.
Ingiustizia
che non voglio riconoscere
nel silenzio oggi.
LEGGI ARTICOLO IN POLITICA E FEDE
Quella che trovate sotto è una rilettura poetica del Padre Nostro che ho scritto nella mia raccolta di poesie ”I giardini del silenzio” spero vi piaccia.
Padre Nostro
Nostra meraviglia
del quotidiano necessario,
del vivere essenza.
D’ogni fantasia il sogno
d’ogni amore la sorgente.
Del mio smarrito cuore
l’unica certezza.
Del troppo benessere quotidiano
egoisti desideri,
tu sei l’assenza.
Dalla rabbia che uccide l’altro
tu sei l’assenza.
Della pazzia egoista del mio colore
tu sei l’assenza.
Della mia voglia di sesso
tu sei l’assenza
Del mio annientarmi nella droga
tu sei l’assenza.
Guida i miei passi nel mondo
perché perdoni,
perché ami,
perché mi doni,
perché mi consumi come una candela
bruciando del tuo amore.
Padre Nostro
che sei compagno
di un pellegrino uomo,
ricordami,
mano nella mano con gli altri.
I GIARDINI DEL SILENZIO
Un libro di poesie che ho scritto e potrete trovare e acquistare sul sito www.ilmiolibro.it
DA UNA SEMPLICE DOMANDA NASCE UN CASO, CON TANTA CONFUSIONE E ASTIO REPRESSO.
Leggi tutto sulla pagina “IO E IL DIACONATO”
La Resurrezione di Lazzaro, secondo me, rappresenta la parabola della nostra Vita, fatta di morte e resurrezione.
Eppure il Vangelo su questa vicenda dice poco, narra l’episodio niente di più.
Non ci racconta le emozioni, le domande e le risposte che Lazzaro avrà dato alle sorelle agli amici, il Vangelo tace.
Eppure dopo questo fatto i Giudei decidono definitivamente di uccidere Gesù.
In questo episodio vedo molto di noi.
Come Lazzaro abbiamo bisogno di risorgere dai nostri errori, dalle nostre colpe, abbiamo bisogno di una seconda occasione.
Come Lazzaro la verità su di noi è chiusa nel buio sepolcro del nostro cuore ma rivelata a Lui.
Come Lazzaro dobbiamo farci togliere le bende della cupidigia, dell’invidia, di tutto ciò che ci lega alla terra impedendoci di vedere il Suo Volto.
Come Lazzaro abbiamo bisogno di Marta e Maria che intercedano per noi con le loro preghiere perchè non sappiamo pregare.
Come Lazzaro dopo aver visto il Tuo volto sentiamo il bisogno di fuggire perchè ci vergogniamo di noi del nostro poco amore.
Come i Giudei vorremmo che tu morissi perchè abbiamo paura del Tuo amore che salva e ci cambia.
Perché non sappiamo più resistere al Tuo Amore, al Tuo pianto alla Tua voce che c’invita ad uscire fuori dal sepolcro imbiancato del nostro egoismo.
Non resistiamo al Tuo amore! Lasciamoci vincere! Come il ladrone troviamo il coraggio di gridare “Ricordati di me quando sarai nel Tuo Regno”, allora risorgeremo ogni giorno.
Allora come Lazzaro vedremo la luce!
Credo che il messaggio della Pasqua sia questo; cambiamo il nostro cuore e risorgiamo con Lazzaro per amare ancora, perché l’amore che realizzeremo nella nostra vita sarà ciò che porteremo nell’eternità.

Un bambino
Santo Natale 2008
Io credo che per comprendere il Natale occorra andare indietro con la nostra fantasia alla nostra infanzia e riscoprire la capacità di meravigliarsi.
Perchè il sentimento efficace per la comprensione di questo grande mistero non può che essere la MERAVIGLIA.
Non sono sufficienti i discorsi, le spiegazioni, la teologia, l’intelligenza, il sapere.
Lì in quella improvvisata culla c’è solo un bambino.
Che come dice la canzone tu scendi dalle stelle “giace in una grotta al freddo e al gelo”.
Non servono le devozioni, le preghiere, il ragionamento di noi adulti, davanti al presepio occorre soltanto diventare “bambini”, perchè tra bambini ci comprendiamo.
Il dialogo si svolge su un piano diverso.
Ecco allora la meraviglia dei pastori, dei Magi, la gioia indicibile degli angeli, degli uomini semplici.
Il presepio parla un linguaggio universale, lo potremmo realizzare a qualunque latitudine, presso qualunque popolo, ed il presepio rimarrebbe immutabile, comprensibile, chiaro.
Cosa ci può essere di misterioso in una nascita?
Di nascosto in una grotta ricovero di semplici animali.
Nei Vangeli non c’è uno sforzo narrativo, non si cerca di abbellire il racconto, si registra semplicemente un fatto.
«Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore, questo per voi il segno; troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.»
Questo dicono gli angeli ai pastori, ed essi partono.
Chiediamoci cosa cerchiamo a Betlemme?
Perchè se cerchiamo il Dio grande, Onnipotente e terribile, il Dio giudice che tutto governa e dirige, se cerchiamo la soluzione ai nostri problemi, abbiamo sbagliato indirizzo.
A Betlemme c’è soltanto un Bambino.
Ma se invece cerchiamo l’impossibile, se ci affidiamo al mistero e ci lasciamo guidare dalla nostra Meraviglia, dalla nostra curiosità, dal sogno e dalla speranza, se ci affidiamo totalmente alla fede rinunciando al comprendere, allora entriamo in dialogo con l’infinito nascosto in un Bambino.
Entramo in contatto definitivamente con quel Dio Amore che per Amore nasce e muore in quella misera grotta al freddo e al gelo di Betlemme.
Tutto è nel nostro cuore che può essere un cuore di bambino o un vecchio cuore di chi pensa di conoscere e sapere tutto con la propria esperienza.
Io invito voi e me stesso a fare esperienza di Dio guardando semplicemente un Bambino.
Buon Natale
Claudio
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RACCOLTA DI PENSIERI E AFORISMI.